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Le Dolomiti

Patrimonio dell'Unesco

Formatesi circa 260 milioni di anni fa, le Dolomiti, note anche come Monti Pallidi, nel 2009 sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dalla Commissione UNESCO

L’area riconosciuta si estende su una superficie di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine e comprende: Pelmo e Croda da Lago, Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave, Dolomiti Settentrionali, Puez-Odle, Sciliar, Catinaccio e Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta.

Le tre cime di Lavaredo (foto a lato da Alto Adige Marketing, Helmuth Rier) sono le vette più famose e fanno parte delle Dolomiti di Sesto. Sono ritenute tra le più belle e conosciute meraviglie naturali dagli appassionati di alpinismo.

La formazione geologica

bellezze architettoniche naturali

Fu il geologo francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) a battezzare le nostre amate montagne con il nome che conosciamo. 

Le particolari rocce sono costutite dalla Dolomia. Si tratta di una roccia sedimentaria carbonatica formata per lo più dal minerale dolomite, ovvero la combinazione di un doppio carbonato di calcio e magnesio.

Le sedimentazioni si sono verificate a seguito di un processo avvenuto sul fondo marino, conosciuto come processo litogenetico.

A causa dell’abbassamento delle acque, le scogliere emersero e, per opera di fenomeni tettonici, si formarono delle faglie che causarono la deformazione e la sovrapposizione delle rocce.

Si susseguirono terremoti, maremoti e grandi frane per poi giungere al processo orogenico, circa 75 milioni di anni fa, quando il graduale avvicinamento del continente africano a quello europeo causò lo schiacciamento del materiale presente e l’innalzamento delle catene alpine.

Bolzano

la Porta delle Dolomiti

La Val Gardena, si trova nella parte nord-ovest delle Dolomiti. È la meta perfetta per godersi la montagna in estate. Oltre alla bellezza naturalistica che la contraddistingue, è dotata di un fascino particolare dovuto agli influssi ladini. La Selva, Santa Cristina, Ortisei e Laion fanno sì che questo luogo fantastico sia una meta ambita per molti.

La Val Badia è percorsa dal rio Gadera e abitata in prevalenza da ladini. È formata da due aree: Alta val Badia, costituita a sua volta da Corvara e Badia e Bassa val Badia che comprende La Valle, San Martino e Marebbe. Fanno parte di questa valle Monte Campiglio 2190 m, Giogo di Colletto 2189 m, Monte Muro 2332 m.

La Val d'Ega si trova a sud-ovest delle Dolomiti e occupa una superficie di 250 km².

La zona è ricoperta da boschi di conifere e confina al nord col massiccio dello Sciliar e con la senzazionale catena montuosa del Catinaccio e con il massiccio del Latemar. Grazie al passo Giogo è possibile arrivare ai monti della Val d’Ega: Pala di Santa, Corno Nero e Corno Bianco. All'interno di questa valle è situato l'incantevole Lago di Carezza, a soli 20 km da Nova Ponente

Il Latemar è un imponente massiccio montuoso che, grazie alla sua maestosità, attrae moltissimi turisti ogni anno e soprattutto appassionati di climbing.

Il suo nome è di origine ladina e significa “cresta del lago di Carezza” presenta cime di colore bianco ed è caratterizzato dalla presenza di poche aree boschive. Appartengono a questo massiccio il Cimon del Latemar, le Torri di Latemar e la Torre Christomannos.

Il gruppo del Catinaccio si trova tra la valle di Tires, la val d'Ega e la val di Fassa.

L'intera area è percorsa da numerosi sentieri e percorsi, che permettono di andare alla scoperta del terrirorio, e di raggiungere le ben note Torri del Vajolet e il limpido lago d'Antermoia.

Vi suggeriamo un giro sulla funivia per poter ammirare lo straordinario scenario.